La Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli è presente a Chieti dal 1859, chiamata dalle Amministrazioni Comunali per l’assistenza agli infermi negli ospedali civili della città: SS.ma Annunziata e San Camillo de Lellis ed in seguito all’Ospedale militare.

Le prime Suore vi giunsero con zelo ed entusiasmo animate dallo spirito dei Fondatori e dal desiderio di vivere il carisma della Carità attraverso il servizio corporale e spirituale per curare ed alleviare le sofferenze dei poveri.
Le Suore non si limitarono a prestare il servizio nelle corsie degli ospedali ma anche di altre forme di povertà; per le strade della città, si accorsero ben presto della situazione di abbandono e di miseria in cui vivevano molte famiglie e le orfane a causa delle conseguenze disastrose della guerra, mancavano di tutto e iniziarono così ad accoglierle nella loro casa.
La Carità e l’amore di cui erano animate le prime suore non sfuggì all’attenzione dei nobili della città che misero a disposizione delle suore i loro beni in favore delle orfane e delle ragazze povere del paese.
Alle Figlie della Carità la famiglia Anelli Fieramosca ha donato l’antico maniero che dal 21 novembre 1875 diventava ufficialmente sede di un “Orfanotrofio per le orfanelle ed un Convitto per Signorine” che prese il nome del Santo della Carità, “San Camillo de Lellis” affidato alle cure materne delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, fondate a Parigi nel 1633.
Nella città di Chieti era sbocciato il primo cenacolo dell’umana misericordia, un focolare sempre acceso, una porta sempre aperta, qualcuno sempre disposto a dare una mano, un’attenzione, un ascolto. San Vincenzo diceva alle prime suore "l’amore è inventivo all’infinito".
Nel corso degli anni l’attenzione ai fratelli bisognosi non è venuta meno, le Suore collaborate dai laici e dai volontari - come sentinelle - sono attente ai cambiamenti sociali e legislativi, ai segni dei tempi ed agli appelli dei poveri per dare sempre più risposte creative ed innovative.
L’Orfanotrofio si è successivamente trasformato in Istituto “San Camillo de Lellis”, Ente Pubblico di Assistenza e Beneficenza, il successivo 27 agosto 2013, in virtù della Legge Regionale n. 17/2011 si è nuovamente trasformato in Ente di Diritto Privato, Fondazione San Camillo de Lellis di Chieti FDC di Napoli, che ha ottenuto il riconoscimento dalla Regione Abruzzo.

Le prime Suore vi giunsero con zelo ed entusiasmo animate dallo spirito dei Fondatori e dal desiderio di vivere il carisma della Carità attraverso il servizio corporale e spirituale per curare ed alleviare le sofferenze dei poveri.
Le Suore non si limitarono a prestare il servizio nelle corsie degli ospedali ma anche di altre forme di povertà; per le strade della città, si accorsero ben presto della situazione di abbandono e di miseria in cui vivevano molte famiglie e le orfane a causa delle conseguenze disastrose della guerra, mancavano di tutto e iniziarono così ad accoglierle nella loro casa.
La Carità e l’amore di cui erano animate le prime suore non sfuggì all’attenzione dei nobili della città che misero a disposizione delle suore i loro beni in favore delle orfane e delle ragazze povere del paese.

Nella città di Chieti era sbocciato il primo cenacolo dell’umana misericordia, un focolare sempre acceso, una porta sempre aperta, qualcuno sempre disposto a dare una mano, un’attenzione, un ascolto. San Vincenzo diceva alle prime suore "l’amore è inventivo all’infinito".

Nel corso degli anni l’attenzione ai fratelli bisognosi non è venuta meno, le Suore collaborate dai laici e dai volontari - come sentinelle - sono attente ai cambiamenti sociali e legislativi, ai segni dei tempi ed agli appelli dei poveri per dare sempre più risposte creative ed innovative.
L’Orfanotrofio si è successivamente trasformato in Istituto “San Camillo de Lellis”, Ente Pubblico di Assistenza e Beneficenza, il successivo 27 agosto 2013, in virtù della Legge Regionale n. 17/2011 si è nuovamente trasformato in Ente di Diritto Privato, Fondazione San Camillo de Lellis di Chieti FDC di Napoli, che ha ottenuto il riconoscimento dalla Regione Abruzzo.